The Sliding Blog · Sliding Moment Lab · Capitolo 1

Dal punto A al punto B

Ci sono momenti in cui un’idea smette di essere soltanto qualcosa a cui pensare e inizia a chiederci cosa siamo realmente disposti a fare per trasformarla in qualcosa di concreto.

Punto A · Il presente Percorso · Scelte e cambiamenti Punto B · La direzione

Quando parliamo di cambiamento, di obiettivi o semplicemente di qualcosa che vorremmo migliorare nella nostra vita, spesso partiamo da una domanda: dove sono oggi e dove vorrei arrivare?

Potremmo chiamarli punto A e punto B. Sembra semplice, almeno sulla carta. Individuiamo una situazione presente, immaginiamo quella che vorremmo raggiungere e definiamo un obiettivo. Eppure, tra quei due punti, esiste una parte molto più complessa e, probabilmente, anche molto più interessante: il percorso necessario per arrivarci.

Un percorso che raramente è lineare e che porta con sé decisioni, dubbi, cambiamenti di direzione, confronti, momenti nei quali tutto sembra procedere esattamente come avevamo immaginato e altri nei quali siamo costretti a fermarci, rivedere qualcosa e domandarci se quella intrapresa sia ancora la strada giusta.

È esattamente ciò che è successo anche a noi.

La reception dello Sliding Moment Lab prima della trasformazione, il nostro punto A nel percorso dal punto A al punto B.
Dal punto A al punto B · Punto A Il nostro Punto A – La reception Questo era il nostro punto A: uno spazio già esistente, con una propria identità, nel quale abbiamo iniziato a immaginare qualcosa di completamente diverso. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

Quando un’idea inizia a chiedere qualcosa in più

The Sliding Blog è nato dalla voglia di condividere esperienze, persone, riflessioni e momenti che, per ragioni diverse, avevano lasciato qualcosa anche a noi.

Nel tempo abbiamo raccontato spesso il cambiamento, le aspettative, gli obiettivi, le emozioni che accompagnano determinate scelte e quella distanza che inevitabilmente esiste tra ciò che siamo oggi e ciò che immaginiamo di poter diventare domani.

Poi, quasi senza rendercene conto, quella stessa riflessione che tante volte avevamo rivolto agli altri ha iniziato a riguardare direttamente noi: qual era il nostro punto B?

Non abbiamo trovato immediatamente una risposta e, probabilmente, non sarebbe neppure stato possibile farlo. Alcune idee, infatti, diventano più chiare proprio mentre iniziamo a lavorarci, perché è il movimento stesso a mostrarci possibilità che, restando fermi, non avremmo potuto vedere.

Ad un certo punto abbiamo iniziato a comprendere che alcune di quelle idee avevano bisogno di uscire dalle pagine di un blog, da uno schermo o da una videocamera e di trovare un luogo nel quale poter diventare qualcosa di reale. Avevano bisogno di uno spazio.

Decidere di investire in uno spazio fisico

Detto oggi sembra quasi una conseguenza naturale di ciò che stavamo costruendo, ma nel momento in cui abbiamo preso questa decisione non lo era affatto.

Scegliere di investire in uno spazio fisico significa trasformare molto velocemente una visione in qualcosa di estremamente concreto e, insieme a questa concretezza, arrivano inevitabilmente moltissime domande. Quale spazio? Dove? Quanto grande? Con quali caratteristiche? Quali necessità avrebbe dovuto soddisfare oggi e quali, invece, avremmo dovuto immaginare pensando al futuro?

E poi iniziano ad emergere aspetti ai quali, fino a quel momento, probabilmente non avevi nemmeno pensato: caratteristiche tecniche, normative, vincoli, permessi, verifiche, possibilità apparentemente semplici che improvvisamente diventano più complesse, soluzioni che sulla carta sembravano perfette e che, approfondendole, scopri non essere realmente adatte a ciò che stai cercando di costruire.

Ufficio della struttura originale dello Sliding Moment Lab con tavoli e pareti divisorie, prima della trasformazione dal punto A al punto B.
Dal punto A al punto B · Spazi esistenti Punto A – Spazi pensati per un’altra funzione Ambienti già definiti e organizzati secondo esigenze diverse dalle nostre. Prima di trasformarli abbiamo dovuto imparare a guardarli per ciò che avrebbero potuto diventare. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

In mezzo a tutto questo c’era poi una domanda che tornava, inevitabilmente, più volte: ha davvero senso farlo?

Dubitare non significa necessariamente avere paura

Non parleremmo di paura, perché non è quella l’emozione che ricordiamo maggiormente di questo periodo. Parleremmo piuttosto di dubbi, di perplessità e di tutti quei momenti nei quali una decisione importante ci obbliga a confrontarci con qualcosa che fino a quel momento esisteva soprattutto nella nostra testa e che, improvvisamente, deve fare i conti con la realtà.

Abbiamo dovuto capire quale fosse la location più adatta alle nostre esigenze, confrontare spazi molto diversi tra loro e imparare a distinguere ciò che semplicemente ci piaceva da ciò che sarebbe stato realmente funzionale al progetto che stavamo immaginando.

Poi sono arrivate le questioni tecniche e burocratiche, le verifiche, i lavori da valutare, le possibilità di trasformazione degli ambienti e, insieme a tutto questo, anche la necessità di scegliere le persone alle quali affidare una parte del percorso.

Perché scegliere un geometra, un’impresa, un professionista o un fornitore non significa soltanto confrontare un preventivo. Significa, soprattutto quando stai dando forma a qualcosa che senti profondamente tuo, affidare ad altre persone una parte della tua visione e sperare che riescano a comprenderla prima ancora di poterla vedere completamente realizzata.

Ci sono state scelte semplici e altre molto meno immediate, decisioni riviste più volte, soluzioni cambiate durante il percorso e momenti nei quali ciò che avevamo immaginato inizialmente ha dovuto necessariamente confrontarsi con ciò che era realmente possibile fare. Eppure nessuno di questi elementi ci ha fatto desistere.

Tra il punto A e il punto B c’è sempre qualcosa da costruire

Quando lavoriamo su un obiettivo siamo naturalmente portati a concentrarci sul risultato finale, ma conoscere il proprio punto B non significa automaticamente sapere come raggiungerlo.

La parte più importante inizia nel momento in cui ci chiediamo: cosa devo fare, concretamente, per ridurre la distanza tra il punto in cui mi trovo oggi e quello che vorrei raggiungere?

Punto A

Osservare il presente

Capire con lucidità dove siamo davvero, senza confondere il desiderio con la situazione reale.

Percorso

Scegliere e adattarsi

Prendere decisioni, coinvolgere persone, affrontare imprevisti e correggere la rotta quando serve.

Punto B

Costruire la direzione

Trasformare un obiettivo in qualcosa di concreto, senza aspettare che il percorso sia già perfetto.

Quali decisioni dovrò prendere? Quali competenze mi mancano? Di quali persone avrò bisogno? Quali aspetti dovrò modificare lungo il percorso e, soprattutto, cosa farò quando qualcosa non procederà esattamente nel modo in cui lo avevo immaginato?

Perché accade praticamente sempre. Ed è forse proprio questo il momento nel quale un obiettivo smette di essere semplicemente qualcosa che desideriamo e comincia a diventare qualcosa che stiamo realmente costruendo.

Anche per noi è stato così. Non avevamo tutte le risposte e, a dire il vero, alcune probabilmente non le abbiamo ancora oggi. Avevamo però iniziato ad avere una direzione sufficientemente chiara da decidere di percorrerla.

Abbiamo visitato luoghi, confrontato possibilità, fatto domande, ascoltato professionisti, cambiato idea su alcune cose e rafforzato le nostre convinzioni su altre, fino a quando, tra tanti spazi che per motivi diversi non riuscivamo a sentire nostri, ne abbiamo incontrato uno che ci ha fatto immaginare qualcosa che ancora non esisteva.

Non assomigliava affatto a ciò che avevamo immaginato. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti: guardando quegli ambienti non vedevamo soltanto ciò che erano, ma iniziavamo già a immaginare ciò che avrebbero potuto diventare. Non abbiamo trovato il nostro punto B già pronto ad aspettarci: abbiamo trovato uno spazio nel quale abbiamo pensato che avremmo potuto iniziare a costruirlo.

La cucina originale bianca e rossa dello spazio acquistato per lo Sliding Moment Lab, prima del percorso di trasformazione dal punto A al punto B.
Dal punto A al punto B · Immaginare oltre Punto A – Immaginare oltre ciò che vediamo Immaginare il punto B significa, a volte, riuscire a guardare oltre ciò che abbiamo davanti. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

Oggi quel percorso ha un nome: Sliding Moment Lab.

Ma dirvi già adesso che cosa sarà significherebbe raccontarvi soltanto il risultato, mentre ciò che vogliamo condividere con voi, almeno per il momento, è tutto quello che è successo prima: le scelte, i dubbi, gli imprevisti, le persone incontrate e le decisioni che, poco alla volta, stanno trasformando qualcosa che esisteva soltanto nella nostra immaginazione in qualcosa di reale.

Perché tra il punto A e il punto B non c’è semplicemente una distanza da percorrere. C’è un percorso da costruire.

Questo è solo l’inizio

Ed è proprio da qui che vogliamo iniziare a raccontarvelo, senza anticipare troppo ciò che troverete alla fine. Prima dello spazio finito ci sono state scelte, ricerche, ostacoli, persone e molte decisioni che hanno cambiato, poco alla volta, il progetto iniziale.

Nel prossimo capitolo partiremo proprio da una di queste: la scelta del luogo.

Cristiano e Daniela
The Sliding Blog · Building the Sliding Moment Lab


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