The Sliding Blog · Sliding Moment Lab · Capitolo 2

Perché abbiamo scelto Trezzano sul Naviglio

Quando conosci il tuo punto B, non tutte le strade che possono portarti lì sono necessariamente quelle giuste. A volte scegliere significa prima di tutto capire quali elementi siano davvero coerenti con ciò che stiamo cercando di costruire.

Coerenza · Ciò che serve davvero Tempo · Una risorsa da rispettare Accoglienza · Prima ancora della porta

Nel primo capitolo abbiamo parlato della distanza che separa un punto A da un punto B e di tutto ciò che accade quando decidiamo di non limitarci più a immaginare una direzione, ma iniziamo concretamente a percorrerla.

Per noi uno dei primi passi è stato capire che alcune idee avevano bisogno di uscire da uno schermo e trovare uno spazio fisico nel quale poter diventare qualcosa di reale. Ma prendere quella decisione ha aperto immediatamente una domanda che, almeno all’inizio, sembrava molto più semplice di quanto si sia poi rivelata.

Dove?

Quando inizi a cercare un immobile, infatti, è facile pensare che la scelta possa essere ricondotta a una serie di caratteristiche abbastanza oggettive: metratura, numero di ambienti, posizione, prezzo, parcheggio, collegamenti, eventuali lavori da affrontare. Tutti elementi importanti, naturalmente.

Ma ci siamo accorti abbastanza presto che non stavamo semplicemente cercando un immobile che rispondesse a una lista di requisiti. Stavamo cercando un luogo coerente con l’esperienza che avevamo iniziato a immaginare per le persone che, un giorno, avrebbero attraversato quella porta.

Ed è proprio qui che la ricerca ha iniziato a cambiare.

Scegliere significa anche stabilire dei criteri

Quando abbiamo un obiettivo, spesso ci concentriamo molto sul risultato che vorremmo raggiungere e molto meno sui criteri che utilizzeremo per prendere le decisioni lungo il percorso. Eppure sono proprio quei criteri, molte volte, a determinare quanto il nostro punto B resterà coerente con l’idea dalla quale siamo partiti.

Nel nostro caso non volevamo semplicemente trovare uno spazio bello. Volevamo capire come desideravamo che una persona si sentisse quando decideva di dedicare alcune ore della propria giornata a sé stessa, al proprio benessere, alla propria formazione, al proprio lavoro o semplicemente a un confronto con altre persone.

La risposta non riguardava l’architettura. Riguardava una sensazione.

Volevamo che potesse arrivare senza avere già la percezione di aver affrontato una corsa contro il tempo, che non dovesse iniziare la giornata pensando al parcheggio, alla zona a traffico limitato, a quanto avrebbe impiegato per attraversare la città o a quanto tempo avrebbe perso semplicemente per raggiungerci.

Non potevamo eliminare ogni imprevisto, naturalmente, ma potevamo provare a non aggiungerne altri. E da questa riflessione è nato uno dei criteri che ha pesato maggiormente nella scelta.

Coerenza

Ciò che serve davvero

Distinguere ciò che semplicemente ci piace da ciò che sostiene realmente il progetto che vogliamo costruire.

Tempo

Una risorsa preziosa

Considerare anche il viaggio, gli spostamenti e l’energia necessaria per arrivare come parte dell’esperienza.

Accoglienza

Prima della reception

Provare a ridurre le preoccupazioni inutili affinché le persone possano concentrarsi su ciò che conta davvero.

Anche il tempo fa parte dell’esperienza

Negli anni ci è capitato di partecipare a corsi, riunioni, eventi e incontri in luoghi molto diversi tra loro e, quasi inevitabilmente, ogni esperienza è iniziata molto prima del momento in cui siamo entrati nella sala.

È iniziata nel tragitto, nel navigatore acceso, nel traffico che aumenta mentre l’orologio continua a correre, nella ricerca di un parcheggio e in quella sensazione, abbastanza comune, di arrivare finalmente a destinazione e avere già utilizzato una parte delle proprie energie prima ancora che la giornata sia realmente cominciata.

Probabilmente è proprio perché quelle situazioni le abbiamo vissute tante volte che abbiamo iniziato a considerare il tempo non soltanto come un problema logistico, ma come una vera parte dell’esperienza.

Se una persona sceglie di investire alcune ore della propria giornata per imparare qualcosa di nuovo, lavorare su un progetto, prendersi cura di sé o confrontarsi con altri professionisti, per noi quel tempo merita rispetto. E rispettarlo significa anche chiedersi cosa possiamo fare affinché una parte il più possibile piccola venga consumata semplicemente per raggiungere un luogo.

Vista da una finestra dello Sliding Moment Lab a Trezzano sul Naviglio verso i collegamenti stradali e l’area circostante.
Trezzano sul Naviglio · Tempo e accessibilità Anche il viaggio fa parte dell’esperienza La posizione è diventata parte del progetto: scegliere Trezzano sul Naviglio ha significato riflettere non soltanto su dove essere, ma anche su quanto semplice rendere il percorso per arrivarci. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

E quindi perché non Milano?

È una domanda che ci è stata fatta più di una volta e che, in realtà, comprendiamo perfettamente. Perché quando si pensa a un progetto dedicato alla formazione, al business, al benessere o agli eventi, Milano sembra quasi una scelta naturale.

E Milano continuerà sempre a essere una parte importante della nostra storia.

Io ci sono cresciuto e porto ancora con me immagini molto precise della città: le Colonne di San Lorenzo, il tram per andare a scuola in zona Piazza della Repubblica, la bicicletta utilizzata perché spesso era semplicemente il modo più comodo per muoversi e quelle strade secondarie che, con il tempo, imparavi a conoscere quasi automaticamente per evitare il traffico delle arterie principali.

Sono ricordi di una Milano che continua a far parte di me, anche se naturalmente la città è cambiata, come cambiano tutte le città che crescono, si trasformano e cercano nuovi equilibri.

La nostra scelta, quindi, non nasce da una contrapposizione tra Milano e Trezzano sul Naviglio e nemmeno dalla convinzione che una sia migliore dell’altra.

Quale luogo è più coerente con ciò che stiamo cercando di costruire oggi?

E, continuando a porci quella domanda, Trezzano ha iniziato ad avere sempre più senso.

Non cercavamo il luogo più bello. Cercavamo quello più coerente.

Durante la ricerca abbiamo visitato immobili molto diversi tra loro e, inevitabilmente, alcuni ci piacevano più di altri.

Ma proprio quella ricerca ci ha costretto a distinguere una cosa che, quando siamo emotivamente coinvolti in un progetto, non è sempre così semplice separare: ciò che ci piace da ciò che ci serve davvero.

Un luogo può colpirci immediatamente e non essere adatto al progetto che abbiamo in mente. Un altro può non provocare lo stesso effetto nei primi cinque minuti e, osservandolo meglio, rivelare possibilità che inizialmente non avevamo visto.

È successo anche a noi.

Fronte vetrato dell’immobile scelto per lo Sliding Moment Lab a Trezzano sul Naviglio.
Trezzano sul Naviglio · Ciò che tutti vedono Il fronte dello Sliding Moment Lab Questo è il fronte dell’immobile a Trezzano sul Naviglio, la parte che si mostra immediatamente a chi passa. Ma la nostra scelta non si è fermata a ciò che era già visibile. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

La zona che abbiamo scelto non è quella che probabilmente finirebbe sulla copertina di una brochure turistica. Intorno ci sono attività produttive, edifici, parcheggi e una parte di territorio che, ad un primo sguardo, potrebbe apparire semplicemente funzionale. Ed è una cosa che non abbiamo mai avuto interesse a nascondere.

Perché, a un certo punto, ci siamo resi conto che stavamo valutando il luogo con due prospettive differenti: la prima era quella di ciò che avevamo davanti, la seconda era quella di ciò che avremmo potuto costruire.

E noi abbiamo deciso di concentrarci soprattutto sulla seconda.

L’accoglienza, per noi, inizia prima della porta

Trezzano sul Naviglio ci permetteva di mettere insieme diversi elementi che nel tempo erano diventati importanti: la vicinanza alla Tangenziale Ovest, la possibilità di raggiungere la sede senza dover necessariamente attraversare il centro della città, la presenza di parcheggi e una posizione che potesse risultare accessibile anche a chi sarebbe arrivato da direzioni molto diverse.

Ma anche qui non volevamo fermarci alla semplice logistica.

Da tempo stiamo ragionando, ad esempio, sulla possibilità di organizzare in determinate occasioni un servizio di navetta dedicato a chi arriverà da alcuni dei principali punti di ingresso di Milano.

È ancora un progetto che stiamo valutando e che vogliamo costruire soltanto quando saremo certi di poterlo fare nel modo corretto, ma il principio dal quale nasce è già molto chiaro: se possiamo eliminare anche una piccola preoccupazione dall’esperienza di una persona, perché non provare a farlo?

Per noi l’accoglienza non comincia quando qualcuno arriva alla reception. Comincia molto prima. Comincia nel momento in cui decide di venire.

Retro dell’immobile dello Sliding Moment Lab a Trezzano sul Naviglio con parcheggio, destinato a diventare l’ingresso principale.
Trezzano sul Naviglio · Il lato nascosto Il futuro ingresso principale Quello che oggi appare come il retro dell’immobile diventerà l’ingresso principale dello Sliding Moment Lab a Trezzano sul Naviglio: uno dei primi esempi di come abbiamo iniziato a guardare non soltanto ciò che esisteva, ma ciò che avrebbe potuto diventare. Crediti: © The Sliding Blog – Sliding Moment Lab

La coerenza non è sempre la scelta più evidente

Ripensandoci oggi, probabilmente Trezzano sul Naviglio non è stata la scelta più ovvia. È stata però quella che, mettendo insieme tutti gli elementi che per noi contavano davvero, ha iniziato ad apparirci come la più coerente.

E forse questo è uno degli insegnamenti che ci stiamo portando dietro da tutto questo percorso.

Quando abbiamo davanti diverse possibilità, siamo spesso portati a chiederci quale sia la migliore. Ma “migliore” rispetto a cosa? Rispetto alle aspettative degli altri? All’immagine che pensiamo dovrebbe avere un determinato progetto? Alla soluzione più prestigiosa? A quella che appare più semplice da raccontare? Oppure rispetto a ciò che vogliamo realmente costruire?

Per noi la domanda corretta è diventata quest’ultima. E una volta cambiata la domanda, anche la risposta è diventata più semplice.

Una volta trovato il luogo, iniziava un’altra storia

A quel punto avevamo finalmente uno spazio. O meglio, avevamo pareti, stanze, uffici, una reception, una cucina, corridoi e ambienti che erano stati pensati per esigenze completamente diverse dalle nostre.

Il nostro Punto A era lì davanti a noi. Ed è stato proprio osservandolo che abbiamo iniziato a porci la domanda successiva. Non più dove, ma come.

Come trasformare quegli ambienti senza limitarci semplicemente a renderli più belli? Come decidere quale funzione attribuire a ogni spazio? Come fare in modo che una stanza non fosse soltanto una stanza, ma avesse un significato coerente con l’esperienza che volevamo costruire?

Perché, ancora una volta, il punto B non ci stava aspettando già pronto. Avevamo trovato il luogo nel quale provare a costruirlo. E da quel momento abbiamo iniziato a capire che ogni spazio avrebbe avuto una storia da raccontare.

Ma questa sarà la prossima parte del viaggio.

Cristiano e Daniela
The Sliding Blog · Building the Sliding Moment Lab
Take your Sliding Moment.


Verified by MonsterInsights