Dagli alibi all’onestà: trasformare smarrimento e giudizio in consapevolezza
Questo articolo nasce così, per caso. Lunedì sera, uno dei coachee che sto seguendo da un po’ di tempo mi manda un messaggio su WhatsApp, e io vedo l’anteprima.
Questa versione mantiene il racconto originale, ma aggiorna l’esperienza pratica finale: non più solo un test o una scheda da compilare, ma un esercizio a fasi che accompagna il passaggio da alibi e giudizio verso onestà, consapevolezza e micro-azione concreta.
Le risposte restano nel browser dell’utente. Nulla viene inviato automaticamente: ogni condivisione resta una scelta esplicita.
La mia prima reazione interiore? “Sta abbandonando il percorso che abbiamo iniziato… nooo!!!”
Nel giro di pochi minuti organizziamo una sessione “speciale” per l’indomani. Quello che leggerai è il resoconto ragionato di quella sessione.
Ho scelto di condividerlo perché so che tante persone vorrebbero iniziare un percorso di coaching, ma non sanno da dove partire; altre iniziano, poi si sentono perse e pensano che l’unica soluzione sia mollare tutto. Il lavoro del coach, lì in mezzo, è proprio questo: capire come trasformare quel senso di smarrimento in una direzione nuova, concreta e sostenibile.
Quando inizi un percorso e ti senti “in loop”
Il coachee era in un punto molto riconoscibile:
- tanta confusione,
- la sensazione di girare a vuoto,
- il timore di “non essere abbastanza” per quello che sta provando a costruire,
- la tentazione di dire: “lasciamo perdere, non è il momento”.
Mentre parlava, sono emerse alcune parole chiave:
- procrastinare
- alibi
- priorità
- responsabilità
- giudizio
Non erano solo parole “buttate lì”: erano proprio i mattoni del loop mentale. Abbiamo iniziato a ricostruirlo insieme.
La catena nascosta: dall’alibi al giudizio
Riascoltando il suo racconto, è emersa una sequenza molto chiara:
L’alibi, per lui, era questo:
Detto altrimenti: mi racconto benissimo il perché delle mie azioni, così bene da crederci. Ma nel frattempo resto fermo.
E alla fine della catena arriva lui: il giudizio. Un giudizio soprattutto interno, severo, pesante, definito così:
Da qui la domanda chiave della sessione:
Switch mentale n.1: dal giudizio all’onestà
Gli ho proposto un gioco molto semplice: “Proviamo a togliere la parola giudizio dal vocabolario e a usare al suo posto la parola onestà.”
Lui si è fermato, ha pensato, e ha provato a riformulare:
Quando gli ho chiesto: “Così, come ti fa sentire?”, la risposta è stata immediata:
Che cosa è cambiato?
- “Mi giudico” suona come una condanna.
- “Non sono stato onesto con me stesso” apre uno spazio di scelta.
Il contenuto non cambia, ma l’effetto emotivo sì.
Switch mentale n.2: dalla responsabilità alla consapevolezza
Un’altra parola che lo appesantiva molto era responsabilità.
Anche qui abbiamo lavorato sul vocabolario:
La consapevolezza non è un’assoluzione, è una fotografia. E da una fotografia onesta puoi partire per impostare il passo successivo.
Strumenti concreti contro procrastinazione e caos
1. Un supporto fisico per le priorità
L’idea era: basta tenere tutto in testa.
Scopo: creare uno spazio che comunichi:
2. Obiettivi SMART, ma davvero
Gli ho proposto di trasformare i “vorrei” in obiettivi SMART.
Uno spunto che tornerà nei prossimi incontri sarà questo:
3. Feedback di fine giornata + gratitudine
Terzo pilastro: la chiusura della giornata.
- Che cosa ho fatto davvero oggi?
- Che cosa avevo pianificato e non ho fatto?
- Di che cosa posso ringraziarmi oggi?
La ruota delle competenze: da esame a opportunità
Uno dei punti più delicati era l’esercizio della ruota delle competenze, che stava rimandando da tempo.
Poi abbiamo fatto un passo in più: ri-definire la ruota.
Il modello C.A.P.: Consapevolezza, Autenticità, Presenza
Vedere quello che c’è, non quello che vorremmo ci fosse.
Restare fedeli a chi siamo, anche quando comporta scelte scomode.
Esserci davvero nelle nostre azioni, non in modalità “pilota automatico”.
La frase che è arrivata è stata questa:
Per chi si sente “perso” mentre inizia un percorso
Se ti ritrovi in questa storia, forse sei in una di queste situazioni:
- vorresti iniziare un percorso di coaching, ma hai paura di non sapere “come si fa”;
- hai già iniziato, ma ti senti in confusione e temi di non essere “all’altezza”;
- ti riconosci nel meccanismo degli alibi fatti benissimo e dei giudizi feroci su di te.
Il resto, un passo alla volta, lo fai tu. Con onestà. Con consapevolezza. Con autenticità. E con un po’ di gratitudine verso te stesso.
Check-in coaching | Solo per te
Questo check-in serve a osservare dove alibi e giudizio diventano più presenti. Le risposte vengono salvate solo sul tuo dispositivo. Nessun invio esterno.
1) Dove senti più forte oggi il peso di alibi e giudizio?
2) Quale micro-mossa ti aiuterebbe a spostarti verso più onestà?
Coach prompt (20 secondi): Scrivi una riga per te: “Se sono onesto con me stesso, oggi sto evitando…”
Se vuoi portare questo passaggio fuori dalla pagina, puoi scegliere una di queste strade.
Esercizio finale | Dagli alibi all’onestà
Un percorso in tre fasi: riconosci la frase automatica, generi il voucher, lo condividi con noi e trasformi il giudizio in un micro-passo concreto.
Scrivi il tuo Sliding Moment interiore
Non serve giudicarti meglio. Serve guardarti con più verità. Per generare il voucher servono almeno 25 caratteri per ciascuna risposta.
Valore voucher: —
Scadenza voucher: —
Condizione di utilizzo: —
Generato il: —
Questo codice nasce dal tuo esercizio: è il segno concreto di un passaggio dal giudizio automatico a una forma più onesta di consapevolezza. Il voucher dà diritto a uno sconto del 20%, è utilizzabile entro 9 mesi dalla generazione ed è valido per un percorso minimo di 7 incontri.
Condividi il voucher con noi
Ora il voucher esiste. Puoi inviarlo a Cristiano insieme a una nota breve. Non serve raccontare tutto: basta lasciare una traccia vera del passaggio che vuoi allenare.
Nota: non possiamo verificare automaticamente se WhatsApp o l’email sono stati inviati. Cliccando sul canale di condivisione, l’esercizio considera il voucher pronto per la fase successiva.
Trasforma l’onestà in un passo concreto
Rileggi la frase automatica e la nuova formulazione. La prima ti chiude? La seconda ti alleggerisce? Quale piccolo passo diventa possibile?
Privacy first: cosa significa per noi
Questo esercizio nasce per proteggere prima di tutto la tua libertà. Le risposte vengono salvate sul tuo dispositivo, nel browser, e non vengono inviate automaticamente.
Sei tu a scegliere se salvarle, scaricarle, stamparle, copiarle, condividerle via WhatsApp, inviarle via email o copiarle nel form in basso.
Se questo esercizio ha acceso qualcosa dentro di te, puoi lasciare il tuo pensiero anche su The Sliding Virtual Wall.
Vai a The Sliding Virtual WallSe vuoi, puoi fare un passo in più
Se questo articolo ha toccato qualcosa di vero, puoi scrivere direttamente a Cristiano per condividere il tuo Sliding Moment, fare una domanda o richiedere un primo contatto.
Uno spazio semplice, per una parola vera
Non serve avere già tutto chiaro. A volte basta scegliere di non rimandare ancora: una domanda, un momento di confusione, un punto del tuo percorso che vuoi chiarire o il desiderio di trasformare gli alibi in più onestà verso te stesso.
Se preferisci un contatto diretto, puoi anche scegliere una di queste strade.
Scrivi a Cristiano
Area di partenza
Da qui puoi iniziare a dare forma al tuo percorso.
Cliccando entrerai nel sito slidingdoorsconsulting.com, dove trovi alcune tracce di partenza pensate per orientarti tra percorsi di crescita personale, consapevolezza e cambiamento.
Il link si apre in una nuova finestra e porta a slidingdoorsconsulting.com.
