The Sliding Path · Consapevolezza • Autenticità • Presenza

Dagli alibi all’onestà: trasformare smarrimento e giudizio in consapevolezza

di Cristiano Merizzi The Sliding Blog The Sliding Path Pubblicato a dicembre 2025 Aggiornato il 18 maggio 2026 Tempo di lettura: 7–9 min

Questo articolo nasce così, per caso. Lunedì sera, uno dei coachee che sto seguendo da un po’ di tempo mi manda un messaggio su WhatsApp, e io vedo l’anteprima.

Dunque… sarò molto diretto. Mi sento in un momento di grande confusione e un po’ in loop mentale. Mi sento onestamente un po’ perso.
Aggiornamento 18 maggio 2026 Dal mini test al percorso guidato

Questa versione mantiene il racconto originale, ma aggiorna l’esperienza pratica finale: non più solo un test o una scheda da compilare, ma un esercizio a fasi che accompagna il passaggio da alibi e giudizio verso onestà, consapevolezza e micro-azione concreta.

Le risposte restano nel browser dell’utente. Nulla viene inviato automaticamente: ogni condivisione resta una scelta esplicita.

Illustrazione concettuale di una statua di giustizia illuminata, circondata da mani che offrono pergamene e ingranaggi, simbolo del passaggio dagli alibi all’onestà.
Dagli alibi all’onestà: una figura di giustizia che regge una bilancia e un diamante, circondata da mani che offrono pergamene, rappresenta il momento in cui smettiamo di nasconderci dietro le scuse e iniziamo a guardarci con onestà e consapevolezza. Immagine creata con intelligenza artificiale – Adobe Firefly.

La mia prima reazione interiore? “Sta abbandonando il percorso che abbiamo iniziato… nooo!!!”

Nel giro di pochi minuti organizziamo una sessione “speciale” per l’indomani. Quello che leggerai è il resoconto ragionato di quella sessione.

Ho scelto di condividerlo perché so che tante persone vorrebbero iniziare un percorso di coaching, ma non sanno da dove partire; altre iniziano, poi si sentono perse e pensano che l’unica soluzione sia mollare tutto. Il lavoro del coach, lì in mezzo, è proprio questo: capire come trasformare quel senso di smarrimento in una direzione nuova, concreta e sostenibile.

Quando inizi un percorso e ti senti “in loop”

Il coachee era in un punto molto riconoscibile:

  • tanta confusione,
  • la sensazione di girare a vuoto,
  • il timore di “non essere abbastanza” per quello che sta provando a costruire,
  • la tentazione di dire: “lasciamo perdere, non è il momento”.

Mentre parlava, sono emerse alcune parole chiave:

  • procrastinare
  • alibi
  • priorità
  • responsabilità
  • giudizio

Non erano solo parole “buttate lì”: erano proprio i mattoni del loop mentale. Abbiamo iniziato a ricostruirlo insieme.

La catena nascosta: dall’alibi al giudizio

Riascoltando il suo racconto, è emersa una sequenza molto chiara:

AlibiLa spiegazione raffinata che sembra proteggerti.
ProcrastinazioneIl rimando che ti fa restare fermo.
Nessuna prioritàTutto resta in testa, senza ordine reale.
Non responsabilitàLa sensazione di non guidare davvero la scelta.
AutogiudizioIl macigno finale: severo, pesante, bloccante.

L’alibi, per lui, era questo:

Un modo elegante per analizzarmi e assolvermi. Una scusa che mi impedisce di fare davvero le cose.

Detto altrimenti: mi racconto benissimo il perché delle mie azioni, così bene da crederci. Ma nel frattempo resto fermo.

E alla fine della catena arriva lui: il giudizio. Un giudizio soprattutto interno, severo, pesante, definito così:

È come un macigno.

Da qui la domanda chiave della sessione:

Possiamo cambiare le parole, per cambiare il modo in cui ti senti?

Switch mentale n.1: dal giudizio all’onestà

Gli ho proposto un gioco molto semplice: “Proviamo a togliere la parola giudizio dal vocabolario e a usare al suo posto la parola onestà.”

Lui si è fermato, ha pensato, e ha provato a riformulare:

Non sono sufficientemente onesto con me stesso dall’ammettere che quello che sto facendo mi piace, ma non è sufficiente… con la medesima onestà, devo a me stesso una maggior spinta…

Quando gli ho chiesto: “Così, come ti fa sentire?”, la risposta è stata immediata:

Meglio. Onestà è un valore importante per me. Forse non sono altrettanto onesto con me stesso come lo sono con gli altri.

Che cosa è cambiato?

  • “Mi giudico” suona come una condanna.
  • “Non sono stato onesto con me stesso” apre uno spazio di scelta.

Il contenuto non cambia, ma l’effetto emotivo sì.

Switch mentale n.2: dalla responsabilità alla consapevolezza

Un’altra parola che lo appesantiva molto era responsabilità.

Anche qui abbiamo lavorato sul vocabolario:

responsabilità → consapevolezza

La consapevolezza non è un’assoluzione, è una fotografia. E da una fotografia onesta puoi partire per impostare il passo successivo.

Strumenti concreti contro procrastinazione e caos

1. Un supporto fisico per le priorità

L’idea era: basta tenere tutto in testa.

Scopo: creare uno spazio che comunichi:

Qui finiscono solo le cose importanti per me.

2. Obiettivi SMART, ma davvero

Gli ho proposto di trasformare i “vorrei” in obiettivi SMART.

Uno spunto che tornerà nei prossimi incontri sarà questo:

Se scoprissi di essere a 6 su 10 in un’area, qual è un piccolo obiettivo SMART per arrivare a 6,5?

3. Feedback di fine giornata + gratitudine

Terzo pilastro: la chiusura della giornata.

  1. Che cosa ho fatto davvero oggi?
  2. Che cosa avevo pianificato e non ho fatto?
  3. Di che cosa posso ringraziarmi oggi?

La ruota delle competenze: da esame a opportunità

Uno dei punti più delicati era l’esercizio della ruota delle competenze, che stava rimandando da tempo.

non sei l’unico a sentire quella stretta allo stomaco quando devi guardare “nero su bianco” dove sei davvero.

Poi abbiamo fatto un passo in più: ri-definire la ruota.

Che cosa posso fare, di specifico e realistico, per muovermi verso 6,5?

Il modello C.A.P.: Consapevolezza, Autenticità, Presenza

Dal loop alla presenza
Consapevolezza

Vedere quello che c’è, non quello che vorremmo ci fosse.

Autenticità

Restare fedeli a chi siamo, anche quando comporta scelte scomode.

Presenza

Esserci davvero nelle nostre azioni, non in modalità “pilota automatico”.

La frase che è arrivata è stata questa:

La consapevolezza è di essere più onesto con me stesso.

Per chi si sente “perso” mentre inizia un percorso

Se ti ritrovi in questa storia, forse sei in una di queste situazioni:

  • vorresti iniziare un percorso di coaching, ma hai paura di non sapere “come si fa”;
  • hai già iniziato, ma ti senti in confusione e temi di non essere “all’altezza”;
  • ti riconosci nel meccanismo degli alibi fatti benissimo e dei giudizi feroci su di te.

Il resto, un passo alla volta, lo fai tu. Con onestà. Con consapevolezza. Con autenticità. E con un po’ di gratitudine verso te stesso.

Check-in coaching | Solo per te

Questo check-in serve a osservare dove alibi e giudizio diventano più presenti. Le risposte vengono salvate solo sul tuo dispositivo. Nessun invio esterno.

1) Dove senti più forte oggi il peso di alibi e giudizio?

2) Quale micro-mossa ti aiuterebbe a spostarti verso più onestà?

Coach prompt (20 secondi): Scrivi una riga per te: “Se sono onesto con me stesso, oggi sto evitando…”

Se vuoi portare questo passaggio fuori dalla pagina, puoi scegliere una di queste strade.

Esercizio finale | Dagli alibi all’onestà

Un percorso in tre fasi: riconosci la frase automatica, generi il voucher, lo condividi con noi e trasformi il giudizio in un micro-passo concreto.

Fase 1 Passa dall’alibi all’onestà.
Fase 2 Genera e condividi il voucher.
Fase 3 Scegli un passo concreto.
Fase 1 · Dagli alibi all’onestà

Scrivi il tuo Sliding Moment interiore

Non serve giudicarti meglio. Serve guardarti con più verità. Per generare il voucher servono almeno 25 caratteri per ciascuna risposta.

Quale situazione concreta sto rimandando, evitando o giudicando?
Qual è la mia frase automatica fatta di giudizio o alibi?
Come posso riscriverla con più onestà e consapevolezza?
L’onestà non serve a condannarti. Serve a vedere meglio dove sei e quale passo puoi scegliere adesso.
Minimo richiesto: 25 caratteri per risposta.
Privacy first: cosa significa per noi

Questo esercizio nasce per proteggere prima di tutto la tua libertà. Le risposte vengono salvate sul tuo dispositivo, nel browser, e non vengono inviate automaticamente.

Sei tu a scegliere se salvarle, scaricarle, stamparle, copiarle, condividerle via WhatsApp, inviarle via email o copiarle nel form in basso.

Se questo esercizio ha acceso qualcosa dentro di te, puoi lasciare il tuo pensiero anche su The Sliding Virtual Wall.

Vai a The Sliding Virtual Wall
Stato: non salvato

Se vuoi, puoi fare un passo in più

Se questo articolo ha toccato qualcosa di vero, puoi scrivere direttamente a Cristiano per condividere il tuo Sliding Moment, fare una domanda o richiedere un primo contatto.

Uno spazio semplice, per una parola vera

Non serve avere già tutto chiaro. A volte basta scegliere di non rimandare ancora: una domanda, un momento di confusione, un punto del tuo percorso che vuoi chiarire o il desiderio di trasformare gli alibi in più onestà verso te stesso.

A volte il primo passo non è sentirti già pronto. È scegliere di guardarti con più verità.

Se preferisci un contatto diretto, puoi anche scegliere una di queste strade.

Scrivi a Cristiano

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Scrivi via email Contatto diretto verso Cristiano.

A volte lo Sliding Moment non nasce da una risposta perfetta.
Nasce quando smetti di raccontarti un alibi elegante
e inizi a guardarti con più onestà.

Salvato ✅

Area di partenza

Da qui puoi iniziare a dare forma al tuo percorso.

Cliccando entrerai nel sito slidingdoorsconsulting.com, dove trovi alcune tracce di partenza pensate per orientarti tra percorsi di crescita personale, consapevolezza e cambiamento.

Una nota importante: nel coaching non esistono percorsi preconfezionati validi per tutti. Quello che trovi sono tracce, spunti e possibili direzioni. Il percorso personale viene poi modulato insieme, a partire da una call gratuita di 45 minuti, utile per capire da dove partire e se il lavoro insieme può essere davvero adatto a te.

Il link si apre in una nuova finestra e porta a slidingdoorsconsulting.com.

Continua il tuo percorso

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I contenuti di The Sliding Path hanno finalità divulgativa e di coaching. Non sostituiscono un percorso psicologico, psicoterapeutico o medico, né rappresentano consulenza professionale personalizzata.

In Italia, le attività di diagnosi, cura e trattamento dei disturbi psicologici sono riservate a professionisti abilitati, come psicologi, psicoterapeuti e medici, secondo la normativa vigente. Il coaching lavora su obiettivi, performance, consapevolezza e crescita personale di persone sane e non si occupa di patologie.

Le riflessioni, le domande e gli esercizi che trovi qui hanno lo scopo di aiutarti a portare consapevolezza sui tuoi Sliding Moments e sulle tue scelte. Per qualsiasi dubbio relativo a disagio psicologico, sintomi specifici o situazioni di sofferenza emotiva, rivolgiti al tuo medico, a uno psicologo o a un altro professionista abilitato di fiducia.

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