The Sliding Path · Coaching & Sliding Moments

Dagli alibi all’onestà: trasformare smarrimento e giudizio in consapevolezza

di Cristiano Merizzi The Sliding Blog The Sliding Path Dicembre 2025

Questo articolo nasce così, per caso. Lunedì sera, uno dei coachee che sto seguendo da un po’ di tempo mi manda un messaggio su WhatsApp, e io vedo l’anteprima.

Dunque… sarò molto diretto. Mi sento in un momento di grande confusione e un po’ in loop mentale. Mi sento onestamente un po’ perso.
Illustrazione concettuale di una statua di giustizia illuminata, circondata da mani che offrono pergamene e ingranaggi, simbolo del passaggio dagli alibi all’onestà.
Dagli alibi all’onestà: una figura di giustizia che regge una bilancia e un diamante, circondata da mani che offrono pergamene, rappresenta il momento in cui smettiamo di nasconderti dietro le scuse e inizi a guardarti con onestà e consapevolezza. Immagine creata con intelligenza artificiale – Adobe Firefly.

La mia prima reazione interiore? “Sta abbandonando il percorso che abbiamo iniziato… nooo!!!”

Nel giro di pochi minuti organizziamo una sessione “speciale” per l’indomani. Quello che leggerai è il resoconto ragionato di quella sessione.

Ho scelto di condividerlo perché so che tante persone vorrebbero iniziare un percorso di coaching, ma non sanno da dove partire; altre iniziano, poi si sentono perse e pensano che l’unica soluzione sia mollare tutto. Il lavoro del coach, lì in mezzo, è proprio questo: capire come trasformare quel senso di smarrimento in una direzione nuova, concreta e sostenibile.

Quando inizi un percorso e ti senti “in loop”

Il coachee era in un punto molto riconoscibile:

  • tanta confusione,
  • la sensazione di girare a vuoto,
  • il timore di “non essere abbastanza” per quello che sta provando a costruire,
  • la tentazione di dire: “lasciamo perdere, non è il momento”.

Mentre parlava, sono emerse alcune parole chiave:

  • procrastinare
  • alibi
  • priorità
  • responsabilità
  • giudizio

Non erano solo parole “buttate lì”: erano proprio i mattoni del loop mentale. Abbiamo iniziato a ricostruirlo insieme.

La catena nascosta: dall’alibi al giudizio

Riascoltando il suo racconto, è emersa una sequenza molto chiara:

alibi → procrastinazione → nessuna priorità → senso di non responsabilità → autogiudizio

L’alibi, per lui, era questo:

Un modo elegante per analizzarmi e assolvermi. Una scusa che mi impedisce di fare davvero le cose.

Detto altrimenti: mi racconto benissimo il perché delle mie azioni, così bene da crederci. Ma nel frattempo resto fermo.

E alla fine della catena arriva lui: il giudizio. Un giudizio soprattutto interno, severo, pesante, definito così:

È come un macigno.

Da qui la domanda chiave della sessione:

Possiamo cambiare le parole, per cambiare il modo in cui ti senti?

Switch mentale n.1: dal giudizio all’onestà

Gli ho proposto un gioco molto semplice: “Proviamo a togliere la parola giudizio dal vocabolario e a usare al suo posto la parola onestà.”

Lui si è fermato, ha pensato, e ha provato a riformulare:

Non sono sufficientemente onesto con me stesso dall’ammettere che quello che sto facendo mi piace, ma non è sufficiente… con la medesima onestà, devo a me stesso una maggior spinta…

Quando gli ho chiesto: “Così, come ti fa sentire?”, la risposta è stata immediata:

Meglio. Onestà è un valore importante per me. Forse non sono altrettanto onesto con me stesso come lo sono con gli altri.

Che cosa è cambiato?

  • “Mi giudico” suona come una condanna.
  • “Non sono stato onesto con me stesso” apre uno spazio di scelta.

Il contenuto non cambia, ma l’effetto emotivo sì.

Switch mentale n.2: dalla responsabilità alla consapevolezza

Un’altra parola che lo appesantiva molto era responsabilità.

Anche qui abbiamo lavorato sul vocabolario:

responsabilità → consapevolezza

La consapevolezza non è un’assoluzione, è una fotografia. E da una fotografia onesta puoi partire per impostare il passo successivo.

Strumenti concreti contro procrastinazione e caos

1. Un supporto fisico per le priorità

L’idea era: basta tenere tutto in testa.

Scopo: creare uno spazio che comunichi:

Qui finiscono solo le cose importanti per me.

2. Obiettivi SMART, ma davvero

Gli ho proposto di trasformare i “vorrei” in obiettivi SMART.

Uno spunto che tornerà nei prossimi incontri sarà questo:

Se scoprissi di essere a 6 su 10 in un’area, qual è un piccolo obiettivo SMART per arrivare a 6,5?

3. Feedback di fine giornata + gratitudine

Terzo pilastro: la chiusura della giornata.

  1. Che cosa ho fatto davvero oggi?
  2. Che cosa avevo pianificato e non ho fatto?
  3. Di che cosa posso ringraziarmi oggi?

La ruota delle competenze: da esame a opportunità

Uno dei punti più delicati era l’esercizio della ruota delle competenze, che stava rimandando da tempo.

non sei l’unico a sentire quella stretta allo stomaco quando devi guardare “nero su bianco” dove sei davvero.

Poi abbiamo fatto un passo in più: ri-definire la ruota.

Che cosa posso fare, di specifico e realistico, per muovermi verso 6,5?

Il modello C.A.P.: Consapevolezza, Autenticità, Presenza

  • Consapevolezza: vedere quello che c’è, non quello che vorremmo ci fosse.
  • Autenticità: restare fedeli a chi siamo, anche quando comporta scelte scomode.
  • Presenza: esserci davvero nelle nostre azioni, non in modalità “pilota automatico”.

La frase che è arrivata è stata questa:

La consapevolezza è di essere più onesto con me stesso.

Per chi si sente “perso” mentre inizia un percorso

Se ti ritrovi in questa storia, forse sei in una di queste situazioni:

  • vorresti iniziare un percorso di coaching, ma hai paura di non sapere “come si fa”;
  • hai già iniziato, ma ti senti in confusione e temi di non essere “all’altezza”;
  • ti riconosci nel meccanismo degli alibi fatti benissimo e dei giudizi feroci su di te.

Il resto, un passo alla volta, lo fai tu. Con onestà. Con consapevolezza. Con autenticità. E con un po’ di gratitudine verso te stesso.

Mini test | Quanto pesano alibi e giudizio su di te?

Leggi le affermazioni e indica quanto ti rispecchiano, da 1 = per niente a 5 = moltissimo.

1) Rimando spesso attività importanti, raccontandomi che “non è il momento giusto”.

2) Quando non porto a termine qualcosa, sono molto duro/a nel giudicarmi.

3) Faccio fatica a riconoscermi i meriti o a dirmi “bravo/a” quando raggiungo un obiettivo.

4) Uso spesso spiegazioni molto “raffinate” per giustificare ciò che non faccio.

5) La parola “responsabilità” mi fa sentire sotto esame, più che protagonista delle mie scelte.

Questo test non è una diagnosi, ma un punto di partenza per guardarti con più onestà e consapevolezza.

Esercitazione | Dagli alibi all’onestà

Un piccolo esercizio guidato per passare dal giudizio e dagli alibi a una forma più onesta e consapevole di presenza verso te stesso. I dati restano solo sul tuo dispositivo.

1) Scegli una situazione concreta

Pensa a qualcosa che stai rimandando, evitando o su cui ti stai giudicando. Può essere una decisione, un compito, una conversazione, oppure un’azione che continui a spostare. Descrivila in modo semplice e reale: che cosa sta succedendo davvero?

Situazione concreta

2) Scrivi la tua frase automatica

Adesso fermati sul modo in cui te la racconti nella testa. Qual è la frase che ti dici di solito quando pensi a questa situazione? Qui non devi migliorarti: devi scrivere la versione spontanea, anche se è dura, confusa o piena di alibi.

Frase automatica (giudizio / alibi)

3) Riscrivi la stessa frase in modo più onesto e consapevole

Ora prova a riformulare la stessa situazione con un linguaggio diverso: meno giudizio, meno condanna, più verità e più responsabilità concreta. Non si tratta di addolcire tutto, ma di passare da una frase che ti blocca a una frase che ti aiuta a vedere meglio dove sei.

Nuova formulazione (onestà / consapevolezza)

4) Nota che cosa cambia

Rileggi entrambe le versioni e chiediti: quale mi chiude? quale mi alleggerisce? quale mi fa intravedere un piccolo passo? Qui non devi dare la risposta “giusta”: devi solo osservare con sincerità.

Che effetto fa rileggere le due versioni?
Micro-passo per domani

Mini test | Quanto pesano alibi e giudizio su di te?

Leggi le affermazioni e indica quanto ti rispecchiano: 1 = per niente · 5 = moltissimo.

1) Rimando spesso attività importanti, raccontandomi che “non è il momento giusto”.
2) Quando non porto a termine qualcosa, sono molto duro/a nel giudicarmi.
3) Faccio fatica a riconoscermi i meriti o a dirmi “bravo/a”.
4) Uso spesso spiegazioni molto “raffinate” per giustificare ciò che non faccio.
5) La parola “responsabilità” mi fa sentire sotto esame, più che protagonista delle mie scelte.
Punteggio: non calcolato
Stato: non salvato

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Le riflessioni, le domande e gli esercizi che trovi qui hanno lo scopo di aiutarti a portare consapevolezza sui tuoi Sliding Moments e sulle tue scelte. Per qualsiasi dubbio relativo a disagio psicologico, sintomi specifici o situazioni di sofferenza emotiva, rivolgiti al tuo medico, a uno psicologo o a un altro professionista abilitato di fiducia.

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